Open Museum
Nel cuore di Savona si erge Villa Cambiaso, palazzo del XV secolo, iscritto tra i beni monumentali italiani.
Oltre ad ammirare le bellezze architettoniche di cui la Villa si pregia, si può respirare la storia che la ha attraversata. Hanno lasciato importanti testimonianze personaggi storici tra cui Napoleone Bonaparte, Pio VII e Benito Mussolini.
1. Salone della Fontana
Palazzo risalente al secolo XV, costruito su vestigia romane, appartenente per circa 3 secoli ai Marchesi Ferrero Lambda Doria, poi dei Pallavicini quindi Colonna e Cambiaso.
Salone impreziosito da una Fontana a base ottagonale attribuita al Bernini, donata dal Papa Pio VII in occasione del matrimonio della figlia del marchese Colonna.
Sul soffitto risaltano 8 nicchie che raffigurano (con tecnica pittorica tromp d’oeil) 8 personaggi illustri del savonese: dai Papi, Sisto IV e Giulio II, ai navigatori Cristoforo Colombo e Leon Pancaldo, il poeta Gabriello Chiabrera e l’imperatore Pertinace per finire con Giudobono e Ratto, esponenti culturali.
Al centro del soffitto è posizionato il grande Stemma del marchesato Cambiaso (scala a 5 pioli con 2 alani).
Tutti i Finestroni al Piano Terreno e Nobile sono a Cattedrale con le lunette in ferro battuto, marcate da combinazioni di vetri colorati di fine novecento, cotti a fuoco dal Laboratorio Polloni di Firenze.
Le grandi porte e le cassapanche sono riccamente intarsiate con quattro leoni a guardia del Salone.
Da ricordare che intorno al 1796, in occasione della Battaglia di Montenotte, Napoleone Bonaparte aveva requisito il Palazzo trasformandolo in quartiere generale e abitandoci.Palazzo risalente al secolo XV, costruito su vestigia romane, appartenente per circa 3 secoli ai Marchesi Ferrero Lambda Doria, poi dei Pallavicini quindi Colonna e Cambiaso.
Salone impreziosito da una Fontana a base ottagonale attribuita al Bernini, donata dal Papa Pio VII in occasione del matrimonio della figlia del marchese Colonna.
Sul soffitto risaltano 8 nicchie che raffigurano (con tecnica pittorica tromp d’oeil) 8 personaggi illustri del savonese: dai Papi, Sisto IV e Giulio II, ai navigatori Cristoforo Colombo e Leon Pancaldo, il poeta Gabriello Chiabrera e l’imperatore Pertinace per finire con Giudobono e Ratto, esponenti culturali.
Al centro del soffitto è posizionato il grande Stemma del marchesato Cambiaso (scala a 5 pioli con 2 alani).
Tutti i Finestroni al Piano Terreno e Nobile sono a Cattedrale con le lunette in ferro battuto, marcate da combinazioni di vetri colorati di fine novecento, cotti a fuoco dal Laboratorio Polloni di Firenze.
Le grandi porte e le cassapanche sono riccamente intarsiate con quattro leoni a guardia del Salone.
Da ricordare che intorno al 1796, in occasione della Battaglia di Montenotte, Napoleone Bonaparte aveva requisito il Palazzo trasformandolo in quartiere generale e abitandoci.
2. Atrio verso il Parco
Il vano, riccamente dipinto, è affrescato totalmente a nuovo (ristrutturazione del 1936) come il Salone di Ingresso.
Dal soffitto è appesa una lanterna settecentesca con vetri raffiguranti le quattro Repubbliche Marinare (Venezia, Genova, Pisa e Amalfi).
Fa parte dell’arredo una consolle in noce stile Luigi Filippo.
Dalla Saletta, sull’asse principale, si apre il grande Parco protetto dalla Soprintendenza Belle Arti, propriamente definito “Giardino all’italiana”, che a differenza da quello inglese, è composto da diversi prati separati da vialetti e cordoli anni ’30.
Ogni prato ha una propria peculiarità distintiva e si caratterizza dalla presenza di diversi tipi di essenze arboree e fiori, sono conservate le cosiddette viole di Napoleone.
Dominano in tutto il parco alberi centenari di alto fusto: Cedri del Libano, alti circa 30 metri.
Sono presenti diverse piante aromatiche e di abbellimento come allori e palme, piante da frutta tra cui ciliegi, albicocchi, meli, peri, mandarini, aranci, pompelmi e anche banani.
Al centro un elegante Gazebo stile anni ’30 da cui si diramano due gallerie, coperte da glicine, in asse all’ingresso della Villa.
3. Antisacrestia e Sacrestia
L’Antisacrestia veniva utilizzata dal Parroco come ufficio; concesso dai Marchesi per ricevere i parrocchiani.
Il soffitto, del ‘600 è caratterizzato da rilievi a stucco. Si trovano: Paratia Confessionale, alcuni reperti marmorei storici, Diploma benemerito per il Vino al Marchese Cambiaso.
La Sacrestia, restaurata in stile anni ’30 a seguito della ristrutturazione dello Scalone centrale, contiene teche in cui sono esposti tre preziosi Paramenti per le Santità Pio VI e Pio VII. Due hanno i Piviali (per proteggersi pioggia durante la processione), l’altro utilizzato per la celebrazione della messa all’interno. Sono esposti nella stanza i Paliotti; pannelli telati di varie tinte utilizzati per le varie liturgie.
Sul leggio è sistemato un Documento papale originario (Bolla pontificia) dove sono riportati i privilegi concessi dai Sommi Pontefici Pio VI e Pio VII al Sig. Marchese Gian Carlo Colonna d’Istria per la pubblica Cappella consacrata.
I privilegi principali sono: poter dire la S. Messa non solamente le domeniche, poter battezzare i propri figli e discendenti nella Cappella, dichiarando il lavabo come Fonte Battesimale e l’indulgenza Plenaria per chi si reca nei giorni indicati dal V privilegio.
Nelle stanze sono inoltre presenti: un pregiato mobile da Sacrestia del ‘400, dei reperti storic, un quadro originale riproducente l’albero genealogico dei Colonna, Capitelli romanici e lastroni policromi del ‘600.
4. La Cappella Gentilizia
L’Altare privilegiato (perché ha goduto del privilegio papale), datato al ‘600, costituito in marmo in stile barocco, è racchiuso da due marmoree colonne corinzie dal colore verde Polceverea
Sopra l’Altare è affissa una tela dipinta ad olio dal pittore Giovanni Battista Carlone (secolo XVI) raffigurante l’Assunzione della Vergine.
La balaustra è in marmo bianco e giallo brecciato di Siena; venne collocata durante i restauri in sostituzione di un’altra in legno.
La Cappella, dedicata all’Assunta, è consacrata e la sua reliquia è fissata al marmo che si incastra sul piano dell’Altare.
La Balconata (matroneo), percorsa da un lungo inginocchiatoio, era riservata alla famiglia nobile per partecipare agli eventi religiosi, non era usato abitualmente come cantoria.
Le Vetrate della Cappella, adeguate all’ambiente, raffigurano S. Pietro e S. Giovanni Battista. I Lampadari e le applique a gocce risalgono al ‘600. Le Pareti sono dipinte a tempera a finta tappezzeria (broccato e damasco).
Soffitto alto circa 8 metri è stato restaurato con la tecnica del conservativo in quanto riporta nuove aggiunte alla pittura precedente.
Il Pavimento è in marmo bianco con bardiglio scuro a cassettoni.
5. Lo Scalone Monumentale
Lo Scalone a due rampe con pianerottolo, è stato rifatto completamente nel ‘900 tutto in ardesia, a seguito del grande restauro terminato nel 1936.
Dopo la prima rampa, sul pianerottolo si trova il busto in marmo che raffigura il Marchese Giov. Battista Cambiaso. Altre due statue rappresentano una giovane donna e, in alabastro, una dea.
Il Palazzo è appartenuto per circa 3 secoli ai Marchesi Ferrero Lambda Doria, poi a Eugenia Spinola Pallavicini e in seguito, su segnalazione di Napoleone, a Paolo Vincenzo Agostino Colonna di Ajaccio. Alla morte della Marchesa Bianca Maria Caterina Colonna, nel 1842 la proprietà passò ai Cambiaso.
Una porta mascherata, assolutamente privata e riservata, mimetizzata con il muro, accede alla balconata da cui ci si affaccia sull’Altare della Cappella.
Sul soffitto sono rappresentate quattro nobili dame dedite alle classiche arti della musica, poesia, pittura e ricamo. Sulle pareti stemmi di Draghi con grandi aperture alari a varie tinte, (dal verde rame al bluastro, rossiccio e giallognolo) ogni colore comunica un preciso significato e simbologia.
Dal Soffitto a sospensione si trovano le lanternine che risalgono al ‘600.
La seconda rampa dello scalone termina con una grande porta a vetri colorati.
6. Loggia
Al culmine dello Scalone Monumentale si trova la Loggia le cui pareti presentano, anche in questo caso, le ricche e fastose decorazioni in stile raffaellesco del Ferro.
La Loggia è dotata di trifora che in origine era aperta sul Parco.
Nell’Ottocento fu accecata nelle sue parti laterali da un grande finestra che oscurava la presenza delle colonnine doriche e balaustre lì esistenti.
Durante i lavori, negli anni Trenta, la Loggia fu riaperta con ripristino della trifora per poi essere richiusa da marmi modellati tra le colonnine e da tre ampie e coloratissime vetrate oggi presenti, rendendo l’ambiente più luminoso.
Risalta, infatti, la grande vetrata a sei finestre apribili che si affaccia sul Parco, composta da vetri colorati cotti a fuoco.
Ai lati del portone si trovano gli stemmi dei marchesati: Colonna e Cambiaso.
Di fronte alla maestosa vetrata è situato il portone d’accesso al Salone delle Feste e Ricevimenti.
Un’altra porta conduce all’ala privata dell’edificio, in particolare alla prima stanza: la Sala del tè.
7. Salone delle Feste
Ampio Salone con due grandi finestroni e Portone che accede all’unico terrazzo della Villa (caratteristica dei Palazzi della grande borghesia ligure).
Dal soffitto un enorme lampadario di Murano a 30 luci, risalente al ‘700, illumina il Salone.
Sul soffitto sono dipinti Medaglioni raffiguranti scorci di paesaggi ameni e grandi mazzi floreali, tutto eseguito dal famoso pittore, illustre ornatista savonese dell’Ottocento Domenico Buscaglia.
Sulla parete è appeso un prezioso arazzo di Lazzaro De Maestri, noto pittore del ‘900 che raffigura la Vergine con Bambino.
Un tempo nei riquadri delle due pareti opposte erano incastonate due grandi tele dipinte ad olio del ‘500 (Sacra Famiglia).
Le Vetrate del salone sono colorate e cotte a fuoco sempre a cattedrale con raffigurazioni floreali.
Due Consolle in noce dell’800 e grandi specchiere in Stile Luigi Filippo sono ai lati del Portone finestrato.
Le sedie in legno a poltrona e tavoli sono rinascimentali.
8. Sala da Pranzo
Salone con tre grandi finestroni a cattedrale, a rulli di vetro, e medaglioni vetrificati che raffigurano la cacciagione, adeguati allo scopo della camera.
Il Camino, funzionante, è costituito da un grande unico blocco marmoreo bianco stile barocco con formelle in ceramica del ‘600.
Tre grandi portoni in noce a intaglio, con stupende cariatidi, mettono in comunicazione: la Sala dei Ricevimenti, la Sala dei Giochi e la zona notte e cucina.
I mobili della sala sono tutti in noce, stile rinascimentale fine ‘800 e le grandi specchiere sospese sono in stile Chippendale. Le pareti, sui quattro lati, presentano un rivestimento in legno intagliato realizzati sempre nell’Ottocento dal quale spiccano figure scolpite farriguranti dame e cavalieri.
Dal rosone pende un grande lampadario in legno massiccio e dorato a 16 luci in stile barocco.
Sul soffitto emerge un grande dipinto anni ’30 che raffigura Mussolini con l’aratro, l’Italia e la famiglia, firmato dall’architetto Enzo Bifoli realizzato nel 1936, il cui stile artistico è in contrasto con gli altri affreschi presenti nella Villa.
La motivazione della dedica a Mussolini fu per onorare la sua presenza ad un pranzo su invito dei Marchesi Cambiaso in occasione della sua visita a Savona.
9. Camera dei Giochi
Era anche chiamata la “Camera dei Papi” perché alle pareti erano appesi grandi quadri raffiguranti i Papi referenti nel savonese come Pio VI, Pio VII, Giulio II, Sisto IV, Gregorio VII. Purtroppo sono stati trafugati quando la Villa era in stato di abbandono, per circa 20 anni.
La sala è contornata da una boiserie degli anni ’30 tutta dipinta e con otto grandi lunette, sempre in legno, in cui si scoprono curiosi indovinelli scritti in italiano antico.
Due grandi finestroni, sempre a cattedrale, propongono figurazioni ispirate a Botticelli e segnano simboli delle carte da giochi (fiori, denari, picche e cuori).
Sul soffitto sono dipinte figure di putti accompagnate da scritte inerenti al tema della stanza e viene riportata la frase “fortuna iuvat saepe audaces“
La stanza ha un arredamento anni ’30, per contrasto emerge un camino non funzionante in marmo stile impero; un lampadario del seicento pende dal soffitto.
Le pareti sono affrescate con finta tappezzeria con temi e motivi in stile neogotico.
Dalle pareti si scorgono tre portine che danno accesso ad un ripostiglio, un servizio con lavandino a conchiglia, e zona notte.